Il governo Prodi ha trasformato la doverosa lotta contro l’evasione fiscale in una persecuzione ai danni di chi lavora e di chi produce.
L’oppressione fiscale e burocratica ha colpito le imprese e fiaccato la voglia di rischiare, intraprendere, innovare.
Noi vogliamo che il cittadino possa fidarsi dello Stato, che deve essere al suo servizio e non il suo oppressore.
Per questo intendiamo rilanciare lo sviluppo e la crescita economica, attraverso misure fiscali a sostegno del lavoro e delle imprese, il rilancio delle grandi opere, lo sviluppo di nuove fonti di energia, la riorganizzazione e la digitalizzazione della pubblica amministrazione.

Detassazione degli straordinari e degli incentivi legati a incrementi di produttività.
Graduale detassazione delle “tredicesime”.
Incremento della sicurezza sui luoghi di lavoro, con più controlli e più tutele a garanzia della salute dei lavoratori.

Versamento dell’IVA solo dopo il reale incasso della fattura.
Rimborsi dell’IVA in tempo commerciale, da 60 a 90 giorni.
Graduale abolizione dell’IRAP, a partire da quella sulle perdite e sul costo del lavoro.
Graduale riduzione dell’IVA sul turismo.

Credito d’imposta per le imprese che assumono giovani e che trasformano i contratti temporanei in contratti a tempo indeterminato.
Nessuna tassazione per le nuove iniziative imprenditoriali realizzate da giovani.
Completamento della “Borsa lavoro”, per facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.